Schisandra chinensis: proprietà, benefici ed evidenze scientifiche

Autore mabi 25/06/2025 0 Commenti Articoli,Erbe e piante,

La Schisandra chinensis è una delle piante adattogene più preziose della medicina orientale. Utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese (MTC) e nella fitoterapia russa, questa bacca rossa, nota anche come “frutto dei cinque sapori” per la sua complessità gustativa, ha attirato sempre più l’attenzione della scienza moderna per le sue numerose proprietà benefiche. In questo articolo esploreremo la storia, la composizione fitocomplessa, i benefici documentati e le più recenti evidenze scientifiche a sostegno dell’impiego della Schisandra come rimedio naturale per il benessere fisico, mentale e metabolico

LA SCHISANDRA HA EFFETTI COLLATERALI?

La Schisandra è ben tollerata, ma in alcuni casi può causare bruciore di stomaco, nausea, insonnia o sonnolenza. Gli effetti sono generalmente lievi e transitori. È consigliabile iniziare con dosi basse, aumentare gradualmente e sospendere in caso di fastidi persistenti. In presenza di terapie farmacologiche, è preferibile consultare un medico.

schisandra chinensis di alta qualità

LA SCHISANDRA SI PUO' ASSUMERE A LUNGO TERMINE?

L’uso prolungato di Schisandra non è stato ancora sufficientemente studiato, soprattutto in forma concentrata. In fitoterapia si consiglia di utilizzarla a cicli (ad esempio 6–8 settimane seguite da una pausa), per evitare assuefazione e sostenere l’efficacia nel tempo.

 

Origine e storia della Schisandra 

La Schisandra chinensis, conosciuta in Cina come Wu Wei Zi (“bacca dai cinque sapori”), è una pianta rampicante originaria della Cina nord-orientale, della Siberia e della penisola coreana. Il nome evoca la sua caratteristica principale: quella di racchiudere tutti e cinque i sapori (dolce, acido, salato, amaro e piccante), una peculiarità che, nella visione orientale, riflette una profonda armonizzazione degli organi interni.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la Schisandra è annoverata tra le “erbe superiori” dello Shen Nong Ben Cao Jing, uno dei più antichi trattati di farmacologia imperiale. Secondo la dottrina energetica orientale, agisce su polmoni, reni, fegato e cuore, sostenendo il Qi (energia vitale), preservando il Jing (essenza) e calmando lo Shen (spirito). Tradizionalmente impiegata per aumentare la vitalità, migliorare la concentrazione, rafforzare l’immunità e prolungare la vita, questa pianta è considerata un tonico globale per corpo e mente.

Nel XX secolo, anche la medicina russa ha integrato la Schisandra nei propri protocolli fitoterapici, riconoscendone l'efficacia come adattogeno. Venne utilizzata per sostenere le performance di atleti, militari e cosmonauti, grazie alla sua capacità di aumentare la resistenza fisica e mentale senza provocare effetti eccitanti o collaterali.

bacche fresche di schisandra

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA SCHISANDRA CHINENSIS E SCHISANDRA SPHENANTHERA?

Sono due specie botanicamente distinte. La Schisandra chinensis è quella più studiata e utilizzata in fitoterapia, con un contenuto maggiore e più equilibrato di lignani attivi. La Sphenanthera ha una composizione diversa e un’efficacia meno documentata. La qualità di un prodotto erboristico dipende anche dalla specie usata, che dovrebbe sempre essere indicata in etichetta. 

 

Composizione fitochimica della Schisandra chinensis 

Le bacche di Schisandra chinensis racchiudono un fitocomplesso straordinariamente ricco, alla base delle sue molteplici azioni sul corpo umano. Tra i protagonisti principali troviamo i lignani dibenzociclooctadienici (come schisandrina A, B, C e gomisina A, N), considerati i principali responsabili delle attività epatoprotettive, antiossidanti e neuroprotettive. In particolare, la schisandrina B ha dimostrato la capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, esercitando un effetto diretto sul sistema nervoso centrale.

Completano il profilo molecolare:

  • Acidi fenolici, flavonoidi e tannini, con azione antinfiammatoria e citoprotettiva;
  • Fitosteroli e acidi triterpenici, che contribuiscono al riequilibrio ormonale e all’attività antiossidante;
  • Polisaccaridi ad azione immunostimolante, che supportano le difese naturali dell’organismo;
  • Oli essenziali dall’effetto tonico e riequilibrante;
  • Vitamine C ed E, insieme a minerali come zinco, selenio e ferro, che amplificano l'effetto ricostituente e adattogeno.

È proprio l’interazione sinergica tra questi composti a rendere la Schisandra una delle piante più versatili e studiate in ambito fitoterapico moderno, un autentico gioiello della farmacognosia adattogena.

schisandra succo fresco

LA SCHISANDRA E' ADATTA AI BAMBINI?

L’uso nei bambini non è ben documentato. Non esistono studi clinici specifici, dunque è sconsigliabile somministrarla ai minori, se non sotto la supervisione di un pediatra esperto.

Benefici della Schisandra

Negli ultimi anni, la Schisandra chinensis è stata oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno confermato le molteplici proprietà benefiche sull’organismo umano. Tra i suoi principali effetti troviamo:

  1. Adattogeno e anti-Stress: la Schisandra chinensis è uno degli adattogeni più studiati e riconosciuti a livello internazionale, grazie a decenni di ricerche condotte in particolare in Russia e Asia orientale. I suoi effetti sono stati osservati in modelli animali e umani, dove ha migliorato la performance mentale e fisica, riducendo al contempo i livelli di cortisolo e marcatori dell’ansia. Il meccanismo d’azione coinvolge l’attivazione di sistemi neuroendocrini e la modulazione di neurotrasmettitori, tra cui l’incremento di neuropeptide Y (NPY) e Hsp72, coinvolti nella risposta fisiologica allo stress.
  2. Epato-protettrice: il ruolo epatoprotettivo della Schisandra è tra i più consolidati. I lignani presenti nei suoi frutti, come la schisandrina B e la gomisina A, migliorano lo stato redox mitocondriale, stimolano la rigenerazione degli epatociti e potenziano l’attività degli enzimi antiossidanti endogeni (SOD, GPx, catalasi). L'attivazione del recettore PXR e l’induzione di enzimi del citocromo P450 come CYP3A contribuiscono alla detossificazione epatica. Diversi studi inoltre, hanno documentato la riduzione delle transaminasi e il miglioramento della funzionalità epatica in pazienti affetti da epatiti virali e da danno epatico chimico.
  3. Neuroprotettiva: diversi lignani della Schisandra, in particolare la schisandrina B, esercitano effetti neuroprotettivi tramite la riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione neuronale. Questi composti attraversano la barriera ematoencefalica e agiscono su vie intracellulari chiave, migliorando la memoria, la concentrazione e la plasticità sinaptica. 
  4. Antiossidante e anti-invecchiamento: i lignani dibenzocicloottadiene si distinguono per una potente attività antiossidante, paragonabile in alcuni casi alla vitamina C. Essi riducono i livelli di ROS e MDA (un marcatore dello stress ossidativo), aumentano le riserve di GSH e migliorano l’attività enzimatica antiossidante. Tali proprietà si riflettono in un rallentamento dei processi di invecchiamento cellulare, di protezione della pelle dai danni UV, del miglioramento dell’elasticità cutanea e del supporto metabolico a livello mitocondriale.
  5. Cardioprotettiva: la schisandrina B protegge il miocardio dal danno da ischemia/riperfusione riducendo i livelli di MDA, migliorando la disponibilità di ossido nitrico e regolando lo stress del reticolo endoplasmatico. I lignani della Schisandra esercitano anche un’azione antiaritmica, vasodilatatrice e antinfiammatoria, con potenziali benefici nella prevenzione dell’ipertensione e dell’aterosclerosi.
  6. Supporto al sistema immunitario: modulando l’immunità sia innata che adattativa. I lignani della Schisandra e i suoi polisaccaridi aumentano la quantità di leucociti, stimolano l’attività fagocitaria dei macrofagi e l’attivazione dei linfociti NK. Questi effetti la rendono utile come sostegno nei cambi di stagione e nelle fasi di convalescenza.
  7. Antinfiammatoria: sempre grazie ai lignani presenti, come la schisandrina A e B, inibisce le vie infiammatorie chiave (NF-κB, MAPK) e riduce la produzione di mediatori proinfiammatori come IL-6, TNF-α, PGE2 e NO. Queste proprietà la rendono utile nel controllo di condizioni infiammatorie croniche.
  8. Antimicrobica e antivirale: gli estratti di Schisandra mostrano attività contro batteri Gram-positivi e negativi, e virus come HIV-1, dengue e HBV. I lignani interferiscono con gli enzimi virali e potenziano la risposta immunitaria, rendendola un possibile coadiuvante nelle infezioni.
  9. Antidiabetica e metabolica: alcuni lignani stimolano la secrezione insulinica e migliorano la sensibilità alla stessa.
  10. Antitumorale: possiede potenziali effetti antitumorali grazie alla capacità dei suoi lignani di indurre apoptosi, inibire la proliferazione cellulare e contrastare la chemioresistenza.
  11. Promozione della fertilità maschile: la Schisandra sembra migliorare la spermatogenesi, la motilità spermatica e i livelli di testosterone in condizioni di varicocele, suggerendo un ruolo promettente nel supporto alla fertilità maschile.
  12. Regolazione multi-sistemica: secondo alcuni dati farmacologici la Schisandra esercita effetti benefici anche su sistema respiratorio, cardiovascolare, digestivo, sull’equilibrio acido-base e del tono uterino, riflettendo una poliedricità di azione rara nel mondo vegetale.

 

Modalità d'uso e precauzioni della Schisandra

La Schisandra è disponibile in diverse forme, adatte a differenti modalità d’uso. Le bacche essiccate possono essere impiegate per la preparazione di decotti e tisane, come da tradizione orientale, ma rappresentano una forma meno concentrata. Più pratici e standardizzati sono gli estratti secchi di Schisandra titolati in lignani, disponibili in capsule o compresse, spesso utilizzati per finalità terapeutiche specifiche. Infine, la tintura madre e gli estratti fluidi di Schisandra offrono una rapida assimilazione e una buona versatilità nei dosaggi.

I dosaggi consigliati, variabili in base alla forma scelta, sono:

  • Estratto secco titolato: da 500 a 1500 mg al giorno, suddivisi in 2–3 somministrazioni;
  • Tintura madre: 30–50 gocce, una o due volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti;
  • Decotto di bacche: un cucchiaio raso per 200–250 ml d’acqua, da far sobbollire per circa 10 minuti e assumere fino a due volte al giorno.

La tollerabilità della Schisandra è generalmente buona, ma è importante tenere conto di alcune precauzioni. L’uso è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento, salvo diversa indicazione medica. È controindicata in caso di ipertensione, epilessia o insonnia grave, in quanto può risultare stimolante per il sistema nervoso. Inoltre, può interagire con farmaci metabolizzati dal fegato, in particolare quelli che coinvolgono il sistema enzimatico CYP3A4 (come statine, benzodiazepine, anticonvulsivanti, immunosoppressori e alcuni antibiotici), potenziandone o riducendone l’efficacia. In presenza di terapie farmacologiche croniche, è quindi consigliabile un consulto medico prima dell’assunzione.

 

Conclusioni

La Schisandra chinensis si conferma uno dei rimedi botanici più promettenti del panorama fitoterapico moderno. La sua straordinaria combinazione di effetti antiossidanti, tonici, epatoprotettivi e neurostimolanti la rende un valido alleato per chi desidera migliorare le proprie capacità di adattamento, sostenere il fegato, aumentare la lucidità mentale e contrastare gli effetti dello stress cronico. Una pianta millenaria, oggi finalmente confermata dalla scienza.

 

 

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